83. L'ascesa commerciale dell'Inghilterra.

   Da: J. M. Kulischer, Storia economica del Medio Evo e dell'et
moderna, Sansoni, Firenze, 1955

 Uno degli stati emergenti, destinati a contrastare il provvisorio
predominio spagnolo sui mari, fu l'Inghilterra di Elisabetta
primo. Il regno inglese era riuscito gi fra Quattrocento e
Cinquecento, come viene spiegato nelle pagine seguenti dello
storico tedesco Josef M. Kulischer, a liberarsi
dall'intermediazione dei mercanti stranieri, prevalentemente
genovesi e veneziani, e ad intraprendere poi un'autonoma politica
mercantile e marittima, che lo avrebbe condotto a sfidare gli
spagnoli non solo sulle rotte dell'America, ma anche su quelle
dell'India.


   Pi tardi degli altri Stati europei l'Inghilterra entr nella
lotta per il primato nel commercio. La conformazione insulare
della Gran Bretagna, il grande numero di magnifici porti liberi da
ghiacci da Dover fino a Plymouth crearono una posizione geografica
cos favorevole alla navigazione marittima ed al commercio
marittimo, quale appena si sarebbe potuta immaginare. Nel Medio
Evo certo le isole britanniche stavano ancora al margine del mondo
civile lontane dal Mediterraneo e dal Baltico, i due punti
centrali a cui convergeva il traffico commerciale di quel tempo.
Le prerogative naturali dell'Inghilterra non potevano ancora avere
alcuna influenza; l'Inghilterra non aveva ancora un commercio
proprio; i mercanti anseatici [appartenenti all'Hansa tedesca o
lega anseatica] ed italiani dovevano assumere la parte di
intermediari. Gli Anseatici portavano pellicce russe, panno
fiammingo e diverse materie prime prodotte dalle regioni basse
della Prussia e della Scandinavia. Veneziani, Genovesi e
Fiorentini fornivano alla nobilt inglese le droghe molto pregiate
dell'Oriente. Sia questi che quelli esportavano la lana inglese.
Di tempo in tempo gli Inglesi facevano dei tentativi per liberarsi
dalla tutela straniera, per avviare un traffico commerciale
proprio con paesi stranieri. Per questo era tutt'altro che
gradito agli Anseatici ed agli Italiani. Se alle coste della
Norvegia si mostravano navi inglesi, venivano inseguite e
depredate dagli Anseatici, e se si arrischiavano nel Mediterraneo,
correvano pericolo di essere affondate dai Genovesi. I primi passi
coronati dal successo per la liberazione del commercio estero
inglese dal dominio straniero cadono nel quindicesimo secolo, ed
invero si tratta della esportazione del panno. Mentre fino ad
allora le stoffe prodotte in Inghilterra erano state esportate con
la mediazione di stranieri, si form ora la compagnia inglese dei
Merchant Adventurers [Mercanti avventurieri], che si occup della
esportazione dei panni inglesi. La compagnia fond un emporio a
Bruges, pi tardi ad Anversa che divenne nel sedicesimo secolo il
centro del commercio estero inglese, il quale rimase certo
limitato dapprima a questo campo. [...].
   Nella seconda met del sedicesimo secolo, al tempo della regina
Elisabetta, avvenne un cambiamento repentino. Invece di soli 169
ricchi mercanti, esistenti in Inghilterra nel quattrodicesimo
secolo, ne sono nominati, nel 1601, ben 3500 che esercitano
commercio con i Paesi Bassi. Gli Italiani scompaiono
dall'Inghilterra quali fornitori di capitali: gi sotto il governo
della regina Elisabetta vengono trovati dei prestiti nell'interno
del paese.
   [...] Anche nel campo del commercio minuto si fece notare un
rapido mutamento; le galere veneziane rimasero lontane dalle coste
inglesi, non avendo gli Inglesi pi bisogno della loro mediazione.
Dalla scoperta della via marittima verso le Indie in poi, si
potevano ritirare le merci orientali a Lisbona e ad Anversa. Si
andavano a prendere i prodotti del Levante, mediante navi inglesi,
dai porti del Mediterraneo. Per far progredire questo commercio
furono mantenute rappresentanze consolari inglesi a Venezia e in
altri Stati italiani. L'Inghilterra entr qui in concorrenza per
la supremazia nel commercio ed accett la lotta con gli Italiani
appunto in quelle acque in cui questi ultimi si erano considerati
fino allora signori assoluti. Un analogo cambiamento ebbe luogo
anche nei rapporti dell'Inghilterra con gli Anseatici.
L'abolizione dei loro ampi privilegi commerciali nell'isola
signific la fine del commercio attivo degli Anseatici in
Inghilterra. In stretta connessione con ci si svolse
simultaneamente la penetrazione attiva del commercio inglese nel
territorio commerciale tedesco; mercanti inglesi si stabilirono in
diversi punti della costa del Mare del Nord, ma anzitutto ad
Amburgo, e la Hansa non pot pi difendersi da questa concorrenza.
Fu una invasione nel suo pi assolutamente originale campo
commerciale.
   La posizione dell'Inghilterra nel commercio mondiale si
svilupp con sempre maggiore influenza. La regina Elisabetta
rifiut di riconoscere il trattato concluso tra la Spagna e il
Portogallo, a mezzo del quale i due Stati si erano divisi tra loro
il globo terrestre [si tratta di quello di Tordesillas, stipulato
nel 1494], poich - come ella afferm - soltanto la reale
occupazione di una terra poteva motivare un diritto su essa. E con
ci l'Inghilterra procedette, quale rivale dei due popoli di
scopritori, nella lotta per il commercio e il possesso del nuovo
mondo. Cerc di trovare da s una nuova via settentrionale sulla
quale potesse raggiungere non impedita da altri i tesori
dell'Oriente. E furono intraprese molte spedizioni con lo scopo
manifesto di cercare un passaggio a nord-ovest verso l'Asia. Le
esplorazioni in traccia di questa via marittima condussero gi nel
1497 alla scoperta delle coste dell'America settentrionale fatta
da [Giovanni] Caboto. Lo segu una serie di altri arditi
navigatori, tra cui Francis Drake, che nel 1577, fino al 1580, per
primo fra gli Inglesi fece un viaggio navale intorno alla Terra e
ne riport un ricco bottino ottenuto mediante pirateria. Allo
stesso tempo la societ commerciale dei Merchant Adventurers arm
una spedizione verso i paesi polari (1533). Le navi che dovevano
trovare il passaggio settentrionale per le Indie capitarono nel
Mar Bianco; si strinsero allora relazioni commerciali con la
Russia. Tocc in sorte a Walter Raleigh, glorificato quale padre
della politica commerciale inglese, di fondare nel 1584 la prima
colonia inglese sulla costa dell'America settentrionale, alla
quale in onore della regina vergine si diede il nome di
Virginia. Quantunque l'esistenza di questa colonia non sia stata
di lunga durata (gi dopo 6 anni quasi scompariva), era per stata
messa con essa la base della colonizzazione dell'America
settentrionale da parte degli Inglesi. Nel 1591 venne anche armata
la prima spedizione inglese per l'India, a capo della quale era
John Lancaster [in realt James Lancaster, morto nel 1618]; nel
1600 si effettu la fondazione della privilegiata Compagnia
commerciale delle Indie Orientali, che gi nei primi anni della
sua esistenza fond delle fattorie sulla costa del Malabar e del
Cromandel [regioni costiere del continente indiano].
   Certo questi erano tutti solo degli inizi, che portavano per
in s il germe del futuro spiegamento di potenza commerciale
dell'Inghilterra. I suoi tentativi di aprire nuove relazioni si
estesero verso tutte le direzioni della rosa dei venti;
nell'America settentrionale come nell'India, nell'impero moscovita
come nel territorio del Mediterraneo si fecero valere le sue mire
di pigliarvi piede e di prender parte al commercio mondiale.
Quando sotto il successore di Elisabetta, re Giacomo primo, si
venne a trattative di pace con la Spagna, per cui questa esigeva
dall'Inghilterra la rinuncia al commercio proprio con le due
Indie, Lord Burleigh pot ben dare la superba risposta, che, era
impossibile che l'Inghilterra, destinata al commercio mondiale
dalla sua posizione insulare, potesse lasciarsi chiudere quelle
regioni. Gi stava in relazione con paesi sui quali mai uno
Spagnolo aveva posto il piede e le era ancora aperto un vasto
campo per ulteriori scoperte.
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